San Nicola da Tolentino
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Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666)
Il santo è ritratto ad occhi bassi, con i suoi simboli iconografici: il crocifisso, il giglio, il sole raggiato rosso ed il libro, usato e sgualcito, su cui è scritta una frase tratta da Sant'Agostino che sintetizza il programma di vita cristiana: “Praecepta patris mei servavi, ideo maneo in eius dilectione”.
La cornice, fine ‘600 - inizi ‘700, è ricchissima e contrasta con la semplicità del dipinto.
L'opera appartiene alla seconda fase dell'attività dell'artista quando il Guercino, dopo l'esperienza romana e il definitivo ritorno a Cento, approfondisce il suo linguaggio pittorico allontanandosi dall'enfasi barocca per un classicismo più vicino alla tradizione bolognese. Fu commissionata al pittore dal tolentinate Benadduce Benadduci, che ricopriva all'epoca cariche legali a Ferrara e a Bologna, e pagata 40 scudi, come si legge nel Libro dei conti del Guercino, sotto l'anno 1636.
ante 1636
olio su tela
cm 68 x 55
Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto