Crocifisso
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Jean Boulogne, detto il Giambologna (Douai, 1529 - Firenze, 1608)
Il Cristus Patiens ha il capo reclinato in avanti sulla spalla e il piede destro sopra il sinistro a creare una torsione delle gambe che ne accentua i riflessi metallici. Il corpo, nella sua postura contratta, è costruito su una reale anatomia umana, evidente nei particolari dei muscoli e delle nervature dei piedi e delle mani, sottolineato da un intenso lavoro di cesellatura. Completano la figura un cartiglio con cherubino e un teschio con le ossa incrociate, opera di altra mano riferibile alla bottega del Giambologna, anch'essi in argento patinato come il Cristo.
La croce è formata da due elementi ad incastro ma il legno con il quale sono composte le assi, a giudicare dall'aspetto morfologico e cromatico, sembra non identificabile con l'ebano e rileva, dalle tracce dei chiodi, un precedente impiego; il basamento, che rievoca nella sua forma il monte Golgota, è formato da più pezzi lignei lavorati a intaglio e potrebbe contenere all'interno una cavità per un probabile uso di piedistallo-reliquiario. Sul retro della base, una targhetta ricorda il nome della donatrice: IOANNA / AUSTRIA / MEDICEA / PRINCERS (PRINCEPS) / ETRURIAE / DICAVIT.
Nel maggio 1573 giunge a Loreto la principessa Giovanna d'Austria, moglie del granduca di Toscana Francesco I de' Medici, in devoto pellegrinaggio verso la chiesa di Santa Maria per chiedere alla Vergine di Loreto la grazia di un figlio maschio, dopo otto anni di matrimonio. Prima di partire, dona alla Santa Casa preziosi doni tra i quali “un bellissimo crocifisso d'argento con una gran croce d'ebano”, l'unico dono conservatosi e quello di maggior pregio. È con ogni probabilità lo stesso crocifisso uscito nel 1568 dalla Guardaroba Medicea per essere consegnato alla principessa, forse dalla stessa commissionato all'insigne scultore della corte granducale.
ante 1568
fusione in argento rifinito a cesello, croce in legno d'ebano su base lignea
cm 120 x 45 x 25