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Corredo da altare: Crocifisso, tre Cartegloria, due Candelieri grandi, sei Candelieri medi, quattro Candelieri piccoli, due Volute

Inventario:

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Autore:

Manifattura trapanese


Descrizione:

Questo corredo d'altare è annotato nel Registro dei doni dell'Archivio Storico della Santa Casa, in data 5 gennaio 1772, come dono del principe Caracciolo d'Avellino al Santuario della Santa Casa. Era conservato nella Sala del Tesoro (o Sala del Pomarancio) della Basilica lauretana, eretta nell'anno 1600 per volere del cardinale protettore Antonio Maria Gallo, al fine di custodire gli ex-voto portati o inviati alla chiesa di Santa Maria di Loreto dai fedeli.

L'intero corredo è realizzato con grande accuratezza. La tecnica è quella classica del corallo a retro incastro che prevede lamine di metallo dorato traforato, con inseriti elementi di corallo dal verso fissati con impasto ceroso e tela di rinforzo, collocate su supporti lignei dorati a foglia e, per quanto riguarda i Candelieri e il Crocifisso, decorati a tempera a finti coralli. Ogni elemento si differenzia per la forma e le necessità strutturali.

Il Cristo crocifisso è in argento finemente cesellato. La croce ha un'ampia base in bronzo dorato e traforato, con decorazione a volute. Tutta la superficie è decorata con coralli di diverse forme.

Tra il 2010 e il 2011 l'arredo è stato sottoposto ad un intervento di restauro da parte del Laboratorio di Restauro Metalli e Ceramiche dei Musei Vaticani che ha evidenziato come le opere siano state sottoposte a manomissioni e interventi nel corso del XVIII e XIX secolo.


Datazione:

fine sec. XVI - prima metà sec. XVII


Materia:

lamine di metallo dorato (rame o bronzo), lamine d'argento e argento (Crocifisso), su base lignea, con la superficie intarsiata di coralli e decorazioni a smalto