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La speranza testimoniata dai colori di Nemesio Svampa

L' 11 maggio scorso, il Museo Pontificio Santa Casa di Lore­to ha ospitato una speciale vi­sita guidata, quella dell'artista Nemesio Svampa alla scoperta delle sue trentuno opere costi­tuenti la mostra Spes non con­fundit. Inaugurata il 23 marzo e visitabile fino al 30 giugno prossimo, la mostra, espressa­mente voluta per l'Anno Giu­bilare, trae ispirazione dalla Bolla d'Indizione di Papa Fran­cesco, da cui la mostra prende il titolo. 

Ad aprire l'evento è stato il ca­loroso saluto dell'Arcivescovo Fabio, le cui parole hanno su­bito posto l'accento sul signi­ficato profondo del titolo della mostra: «È con viva gioia e profonda gratitudine che mi trovo oggi qui per inaugurare la mostra di un artista contem­poraneo di grande sensibili­tà: Nemesio Svampa. Il titolo stesso di questa esposizione, "Spes non Confundit", risuona con particolare forza in questo tempo. La speranza che non delude è un faro che ha gui­dato e continua a guidare il nostro cammino». Il Vescovo ha poi toccato un punto cru­ciale per la comprensione della mostra, osservando come le opere di Svampa tesimonino un'evoluzione interiore, con «i colori che si fanno portavoce di nuove sfumature emotive, le linee si trasformano, quasi ari­flettere un mutamento interio­re e una rinnovata prospettiva sulla vita e sulla fede». 

Le opere di Svampa non sono state relegate in uno spazio se­parato, bensì disseminate tra le sale, in un dialogo silente, ma eloquente con i maestri del passato. C'è infatti un le­game consequenziale tra arte contemporanea e arte antica e moderna: per poter compren­dere la prima è fondamentale la familiarità con la seconda, dunque con la tradizione. 

A fare da filo conduttore della mostra, visibile nell'immedia­to e che unisce le epoche, è il colore. Il colore infatti perma­ne nel tempo, è lo stesso ieri e oggi, solo la linea evolve e cambia. Le tele di Svampa, de­dicate a scene tratte dalla Bib­bia e dai Vangeli, con la loro maestria pittorica unita alla marcata religiosità dell'arti­sta, si fondono con l'atmosfera sacrale del Museo, invitando a una riflessione personale sul significato della speranza. Una mostra che vuole ricordare Papa Francesco con le sue parole: «L'arte non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Educare alla bellezza significa educare alla speranza». L'arte contemporanea di Ne­mesio, lungi dall'essere un enigma incomprensibile, è uno specchio delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, un pon­te tra il passato, rappresentato dagli straordinari manufatti del Museo Pontificio, e le in­quietudini e le speranze del no­stro tempo. Spes non confundit si conferma così un'occasione preziosa per riscoprire la vita­lità intrinseca dell'arte e la sua perenne capacità di nutrire la persona nella sua interezza. 

(Articolo di Camilla A. Daprati)


10 marzo 2026
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