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La bellezza ritrovata

Loreto, domenica 28 settembre 2025 – L’aria era densa di attesa e di emozione nelle sale del Museo Pontificio di Loreto. Alle ore 16.00, l’evento “La bellezza ritrovata” ha celebrato la riscoperta di uno dei capolavori più intensi custoditi nel Santuario: il dipinto di Lorenzo Lotto, il San Michele che scaccia Lucifero (1545 ca.), restaurato con sapiente maestria dal bergamasco Alberto Sangalli. L’incontro, introdotto dal Direttore del Museo, Vito Punzi, ha subito sottolineato l’importanza del contesto: «Abbiamo intitolato questo momento ‘La bellezza ritrovata’». Punzi ha ricordato che l’opera, parte del “ciclo lauretano” di Lotto, fu eseguita dall’artista quando aveva circa 65 anni. L’evento ha segnato anche l’avvio ufficiale dei lavori del nuovo Centro Lottesco, presieduto dalla Direttrice dei Musei Vaticani, Dott.ssa Barbara Jatta. Di grande riflessione è stato il profondo intervento di S. E. Mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo e Delegato Pontificio di Loreto, che ha fornito una straordinaria lettura teologica dell’opera. L’Arcivescovo ha focalizzato la sua riflessione sulla sorprendente somiglianza tra i volti di San Michele e Lucifero, una scelta artistica che eleva il dipinto oltre la mera rappresentazione di uno scontro fisico, come egli afferma: «ciò che mi ha colpito fin dal primo momento è il volto di San Michele e il volto di Lucifero. Due volti che si somigliano in maniera sorprendente sembrano gemelli. Lucifero […] non ha un aspetto mostruoso. Lotto lo dipinge con i tratti dignitosi di un angelo, seppur segnato dalla sua caduta». Questa somiglianza, ha spiegato il vescovo, veicola una lezione di straordinaria attualità sulla questione del Bene e del Male: il male non è sempre grottesco, ma spesso seducente: «Satana, che è il cervello strategico di tutto il male che c’è nel mondo, non si manifesta sempre con le corna e con la coda, ma spesso si cela dietro un’apparenza di bellezza e di gentilezza... Questo dipinto è come una lente di ingrandimento che l’artista pone nelle nostre mani per leggere oltre le apparenze, mostrandoci la natura seducente e complessa del male. Non sono i mostri a far più paura, ma coloro che, pur avendo tutte le qualità di un eroe, le pervertono per sete di dominio». Lotto, quindi, ci insegna che il demone spesso si annida dentro di noi, nella perversione di qualità positive come l’ambizione o la dignità, quando queste sono gestite egoisticamente. Il protagonista indiscusso della giornata è stato il restauratore Alberto Sangalli, che ha lavorato in loco, come un moderno Lotto. La sua relazione non è stata solo tecnica, ma profondamente personale che ha sottolineato come Sangalli abbia affrontato l’intervento quasi come un “ex voto” per una persona cara in difficoltà, un gesto di fede e dedizione. Sangalli ha mostrato le indagini che hanno preceduto il lavoro, evidenziando il trauma subito dall’opera in un probabile viaggio (uno squarcio visibile) e i danni causati da ridipinture e stuccature precedenti, specialmente sull’occhio di Lucifero. Sangalli, molto emozionato, prende parola ringraziando innanzitutto l’artista: «Devo dire grazie Lorenzo Lotto per avermi dato l’opportunità di essere nato a Bergamo in una città che lui ha vissuto». L’importanza dell’evento è stata rafforzata dagli interventi del Prof. Gerardo Villanacci, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e della Dott.ssa Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani. Villanacci ha esaltato il restauro come una delle eccellenze italiane riconosciute globalmente, sottolineando l’importanza di valorizzare le scuole di restauro. Ha inoltre espresso l’auspicio che la riforma del Codice dei Beni Culturali tenga conto della scuola di restauro, riconoscendone il valore identitario.  In seguito, la Dott.ssa Jatta ha preso parola ringraziando i benefattori del restauro e gli studiosi del Centro Internazionale di Studi e Documentazione su Lorenzo Lotto (la cui prima riunione plenaria si è tenuta quella mattina stessa), un’istituzione destinata a fare ricerca sulla figura di Lotto: «artista controcorrente che però è legato strettamente, non soltanto alla sua nativa Venezia, ma anche a Bergamo, ma soprattutto a Loreto, dove diventa oblato». La “bellezza ritrovata” del San Michele che scaccia Lucifero di Lotto non è solo un trionfo della conservazione, ma un faro di riflessione. Come concluso dall’Arcivescovo, la vera bellezza «ci spinge a guardare oltre il nostro piccolo mondo per creare armonia, per creare comunione. Solo se ci lasciamo toccare da questa bellezza, se le permettiamo di ferirci, possiamo allora riscoprire la gioia del senso profondo della nostra esistenza».

(Articolo di Camilla A.Daprati)


21 aprile 2026
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